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Educazione

Lasciare il Bassotto da solo

Si lega forte. Non è la razza giusta per una casa vuota tutto il giorno. Si può insegnare l’assenza: si fa da cucciolo, a piccole dosi.

Il Bassotto sceglie le sue persone e ci resta attaccato. È una qualità, in una famiglia. Diventa un problema se il piano è “lo lascio dalle nove alle sette, tanto dorme”. Dorme, sì, se ha imparato che voi tornate. Se il primo lunedì di lavoro è anche la prima assenza lunga, non dorme: cerca, piange, mastica, o si chiude.

  1. 01

    Si comincia con tre minuti

    Uscite, chiudete, rientrate senza festa. Poi cinque. Poi dieci. Il cane impara il ritorno, non il discorso.

  2. 02

    Un angolo noioso e sicuro

    Niente scale aperte, niente fili, niente “tutta la casa per sé” da cucciolo. Uno spazio dove non può farsi male.

  3. 03

    Niente addii teatrali

    Più fate scena alla porta, più la porta diventa un evento. Si esce come si va in cucina.

Cucciolo
Assenze brevi, più uscite, niente otto ore.
Adulto abituato
Qualche ora è sostenibile, se la giornata ha anche di voi.
Due cani
Aiutano, ma non sostituiscono le persone.
Segnali
Salivazione, distruzione, ululato: si torna indietro con i tempi, non si “fa il carattere”.

A cura di LA BANDA BASSOTTO, allevamento di Bassotti a Lodi, affisso ENCI/FCI Villa Quattro Zampe.

Queste pagine nascono dalla vita quotidiana con i nostri cani. Per la salute, il vostro veterinario resta la voce più cara e più giusta.

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Raccontateci chi siete e la vita che sognate insieme. Vi ascoltiamo, e vi rispondiamo con il cuore.

Piccoli passi, grandi destini.