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Educazione

Il nome e la voce: come si chiama un Bassotto

Due sillabe, sempre le stesse, dette come se fosse una buona notizia. Il resto è rumore, e lui lo classifica subito.

Il nome non è un’etichetta per gli umani. È il suono che deve far girare la testa. Se lo usate per sgridare, per chiamarlo a tavola e per raccontare ai parenti quanto è bello, diventa aria. Si sceglie corto. Si dice chiaro. Si paga, all’inizio, ogni volta che arriva. Poi il pagamento si dirada. Il suono resta.

Lunghezza
Due sillabe tengono meglio di un romanzo. “Leo” funziona. “Leopoldino-vieni-qui” no.
Tono
Alto e lieto per chiamare. Basso e fermo per fermare. Non si urla il nome: si rovina.
Quando
Si chiama per qualcosa di buono, o per niente: un pezzo, una carezza, e si lascia andare di nuovo.
Chi
Tutta la casa usa lo stesso nome. I soprannomi restano per quando è già arrivato.

Un Bassotto che gira la testa al proprio nome è già a metà strada. Il resto è non rovinare quel suono.

A cura di LA BANDA BASSOTTO, allevamento di Bassotti a Lodi, affisso ENCI/FCI Villa Quattro Zampe.

Queste pagine nascono dalla vita quotidiana con i nostri cani. Per la salute, il vostro veterinario resta la voce più cara e più giusta.

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Raccontateci chi siete e la vita che sognate insieme. Vi ascoltiamo, e vi rispondiamo con il cuore.

Piccoli passi, grandi destini.